Chi sono

Ciao sono Sara Safari, benvenuto nel mio blog!

Sono un’artista e designer persiana (Tehran,Iran – 1989). Mi sono formata all’Accademia d’Arte dell’Università di Zahedan ed ho partecipato a diverse mostre in patria e all’estero. Mi sono trasferita a Londra nel 2000, dove oggi vivo e lavoro.

Questo sito vuole essere un’opportunità per far conoscere al mondo non solo la mia opera ma la cultura e l’arte persiana, dalle origini ad oggi.   

Chi è Sara Safari

Desiderosa di affermare un design grafico persiano contemporaneo, Sara Safari è appassionata di tipografia e lettere persiane e disegna caratteri in alfabeto farsi. Senza essere puramente calligrafico, il suo lavoro è decisamente moderno, pur rimanendo in linea con i codici artistici iraniani.

Mescola così i codici dell’arte contemporanea e della calligrafia persiana per creare quella che chiama “persianità”. In effetti, deve essere chiaro che la tipografia come la conosciamo in Occidente non ha nulla a che fare con la tipografia iraniana.

“l’arte della calligrafia è ancora considerata la più compiuta delle arti applicate dell’Islam ed è ampiamente utilizzata nel design grafico iraniano. (…) È un elemento importante, anche soppiantando il visivo (mentre è per lo più l’opposto nella nostra cultura). Parole e immagini si mescolano per diventare una cosa sola, le lettere diventano illustrazioni. Non si può cogliere il significato della grafica iraniana senza considerare l’importanza del testo per questo cultura.”

Nel corso degli anni il suo lavoro si è ampliato fino a comprendere pittura, installazione, progetti architettonici e film. Dal punto di vista pittorico i suoi dipinti, realizzati con colori acrilici e a olio, scavano nella condizione di inquietudine dell’uomo contemporaneo, suscitando nell’osservatore sensazioni e stati d’animo di smarrimento e di vertigine.

Un “viaggio dentro l’angoscia” di cui l’autrice ci restituisce un “resoconto lucido, disarmato, dolente”. La sua opera racconta la condizione di apolide, o di clandestinità, in cui versa l’umano, una moltitudine desiderante che vaga nella Storia, senza la nostalgia di una patria perduta, privata della consolazione del nostos, di ogni possibilità di redenzione e di riscatto.

Sara Safari si fa cantore dell’esodo immane dei “naufraghi della globalizzazione”, del loro destino di resa.

“Denuncia sociale, tensione etica e accoglimento della prossimità innervano l’opera di Sara Safari, che si precisa in una opposizione radicale a una realtà prestabilita da gruppi sociali egemoni poco inclini a concedere spazio alle alternative e alle possibilità dell’umano che la giovane pittrice raffigura nella sua incessante peregrinatio per gli arcipelaghi e gli inferni del mondo”.

Protagonista dell’opera pittorica della giovane artista persiana è il corpo, riletto tra echi di Caravaggio, Rembrandt, Goya, Moore e Bacon e rimandi al figurativo contemporaneo, da Michael Borremans a Marlene Dumas, da Vibeke Slyngstad a Victor Man, all’interno di una cifra stilistico-compositiva originale e personalissima.

Che cos’è sarasarafrazfard.com

Essere un artista e designer in un paese come l’Iran significa portare dentro e ricreare uno straordinario patrimonio artistico, visivo e calligrafico di 3000 anni. Per seguire le orme di una storia ricchissima, quella di un immenso Impero che un tempo divenne il fondamento artistico di tutte le civiltà circostanti.

Il regno di Persia ha influenzato non solo le società arabe ma anche occidentali, asiatiche e africane nei campi dell’architettura, della scultura, delle arti visive, della scrittura e delle tecniche manuali. Nonostante sia stato lacerato da conquiste, guerre e arricchito da diverse culture, l’Iran si è comunque distinto dal mondo arabo sviluppando una propria lingua (farsi) e cultura, facendone un Paese singolare.

Come in altri paesi musulmani, fece largo uso dell’arte calligrafica, di cui si usavano arabeschi e luminarie per sublimare il Corano, il testo sacro. Sorridente al mondo durante l’antichità, aperto all’Occidente negli anni Sessanta e poi solitario durante la rivoluzione islamica del 1979, il Paese ha attraversato periodi più o meno favorevoli all’espressione visiva. Nonostante la cattiva immagine veicolata dai media, l’Iran è comunque un luogo alto del design grafico, riconosciuto sulla scena internazionale e pieno di talento.

Con questo blog l’artista, classe 1989, forma, insegna e trasmette le sue conoscenze ereditate dai primi grafici iraniani formatisi nelle Belle Arti e nel graphic design occidentale, come Morteza Momayez. Lungi dal creare in un ambiente a porte chiuse, nonostante il contesto politico, lo scopo è perpetuare uno stile e una cultura persiani.