Veli, membrane e nebbie nel lavoro di Shirazeh Houshiary

Da quando è diventata famosa come scultore negli anni ’80, la pratica di Shirazeh Houshiary si è ampliata fino a comprendere pittura, installazione, progetti architettonici e film.

“Ho deciso di catturare il mio respiro”, ha detto nel 2000, per “trovare l’essenza della mia esistenza, trascendendo il nome, la nazionalità, le culture”.

Veli, membrane e nebbie sono leitmotiv in un lavoro che cerca di visualizzare modalità di percezione, che abbracciano lo scientifico e il cosmico, attingendo a fonti di ampio respiro come il sufismo, la pittura rinascimentale, la fisica contemporanea e la poesia. Houshiary trova soccorso nella trasformazione della materia: le parole arabe, l’una un’affermazione l’altra una negazione, sono tracciate a matita sulla tela con tanta leggerezza, e offuscate da matasse di pigmento finemente lavorate, che si trasformano a occhio nudo e sfidano riproduzione.

Così anche le armature in alluminio e le torri ellittiche in mattoni, cariche di tensione dinamica, appaiono diverse da ogni angolazione, come se negassero la propria presenza; la sua commissione per la finestra orientale di St Martin in the Fields, Londra, presenta una croce, deformata e che si estende da un motivo circolare, come se fosse riflessa nell’acqua.

“L’universo è in un processo di disintegrazione”, dice, “tutto è in uno stato di erosione, eppure cerchiamo di stabilizzarlo. Questa tensione mi affascina ed è al centro del mio lavoro” (2013).

Shirazeh Houshiary è nata a Shiraz, Iran nel 1955, dove ha frequentato l’università prima di trasferirsi a Londra, Regno Unito nel 1974. Si è laureata alla Chelsea School of Art (1979) e vive e lavora a Londra, Regno Unito.

Ha avuto mostre personali alla Lisson Gallery, Londra (2021), Shanghai (2020) e New York (2017); Singapore Tyler Print Institute, Singapore (2016); La Douglas Hyde Gallery, Dublino, Irlanda (2007); Tate Liverpool, Regno Unito (2003); Islamic Gallery, British Museum, Londra, Regno Unito (1997); Magasin-Centre national d’art contemporain, Grenoble, Francia (1995); Università del Massachusetts, Amherst, MA, USA (1994); Camden Arts Centre, Londra, Regno Unito (1993); Musée Rath, Ginevra, Svizzera (1988); e nel 2013, la sua mostra “Breath” è stata un celebrato Evento Collaterale della 55a Biennale di Venezia in Italia.